La Val di Fassa offre innumerevoli possibilità di attività turistiche di qualsiasi genere durante la stagione estiva, dai bambini agli adulti agli anziani. In questo articolo parlo delle offerte, ma anche dell’impatto del turismo sulla valle intesa come ambiente e come comunità locale.
Estate in Val di Fassa
Flusso turistico in crescita
L’estate in Val di Fassa nelle Dolomiti, specialmente dopo la pandemia, è una stagione turistica che ha visto un incremento di persone presenti in valle. Arrivi e presenze negli esercizi alberghieri, senza considerare il settore extralberghiero, hanno registrato un deciso incremento dal periodo prima del Covid al periodo post Covid. Nel 2019 si contano 233.049 persone, nel 2022 264.267 persone. Si tratta di un aumento di oltre 30.000 persone solo nel settore alberghiero. (Fonte dati: servizio statistica provincia autonoma di Trento).
Sentendo alcuni abitanti del posto, gli esercizi extralberghieri hanno registrato un incremento ancor più significativo di arrivi e presenza nel periodo messo a confronto sopra. Questo significa che il turismo estivo in Val di Fassa è in forte aumento.
Questo fenomeno, se non viene ben gestito, porterà più impatti negativi che impatti positivi sulla destinazione turistica: nel periodo di alta stagione in fondovalle nelle “ore di punta” si formano lunghe code di auto e si impiega oltre 1h di tempo per percorrere la SS48 da Vigo di Fassa a Canazei.
Tra le altre cose, anche agli impianti di risalita nei periodi di massimo afflusso turistico si registrano code. Il caso più emblematico era la funivia del Sass Pordoi (zona escursionistica molto ambita): specie nel periodo in cui c’erano le capienze ridotte degli impianti, succedeva che le persone dovevano aspettare ore. Terminata l’emergenza, a volte comunque c’è coda a salire con la funivia proprio per l’enorme quantità di persone che si presenta.
Spesso si incontrano code molto lunghe anche alle navette che portano in Val San Nicolò e in Val Monzoni. Altri problemi si verificano nei parcheggi degli impianti a fune dove ci sono un numero di posteggi inferiori alla quantità di persone che raggiunge le aree.
Tante attività per tutti
La Val di Fassa offre una serie di innumerevoli attività per i turisti con molti eventi organizzati. Troviamo attività legate al tema enogastronomico specialmente in malga che vanno da degustazioni al vedere come si fanno determinati prodotti; in fondovalle la possibilità per i bambini di fare giri a cavallo; ci sono il parco giochi e una palestra di arrampicata a Campitello, la piscina a Canazei e le terme a Pozza di Fassa; la possibilità di percorrere in bicicletta tutto il fondovalle fino alla Val di Fiemme; ecc.
In quota troviamo anche aree adatte per far giocare i bambini specialmente al Ciampedie a Vigo di Fassa e al Ciampac ad Alba di Canazei. La Val di Fassa in quota offre escursioni per tutte le capacità: da passeggiate semplici adatte anche a famiglie con bambini piccoli, ad escursioni per i più esperti fino a vie ferrate o arrampicate (es: Torri del Vajolet).
Per gli escursionisti esperti ci sono alcune mete che meritano di essere toccate: Lago di Antermoia, Cima del Sassopiatto, Giro del Sassolungo e del Sassopiatto, Rifugio Passo Santner, Punta Vallaccia, Rifugio Passo San Nicolò, la stupenda Val Contrin, Rifugio Passo Selle, Val Duron e Rifugio Alpe di Tires ecc.; non c’è un angolo che ti giri in Val di Fassa che non sia meraviglioso.
Per quanto riguarda le ferrate, tra le più famose abbiamo la ferrata dei finanzieri (Colac); la ferrata al Catinaccio d’Antermoia; la ferrata della cresta ovest della Marmolada; la ferrata al Passo Santner ecc.; alcune tra quelle nominate sono molto difficoltose e non fattibili da chi è alle prime armi.
Conclusioni
La Val di Fassa col passare degli anni sta diventando sempre più una meta gettonata da parte dei turisti. Evidenzio che spesso negli ultimi anni si recano in montagna persone che non hanno un allenamento adeguato per fare escursioni lunghe e poi si trovano in difficoltà, si incontrano spesso sui sentieri persone con scarpe da ginnastica o sandali e quindi camminano non in sicurezza. La montagna è un ambiente pericoloso se non si prendono le adeguate precauzioni e non si sta attenti perché è molto facile farsi male.
Il flusso turistico sempre più intenso va gestito dalla DMO, dall’amministrazione pubblica e dall’APT perché se non si gestisce il turismo si rischia di fare la fine di molte aree oggi soggette al fenomeno dell’overtourism di cui ho parlato in questo articolo.
Inoltre, da qualche tempo si verifica il problema dell’incremento del valore degli immobili per fini turistici. In questa maniera, i residenti non trovano più abitazioni dove stare in affitto o da comprare a prezzi accessibili proprio per il motivo indicato nella riga sopra. Si tratta del fenomeno della gentrification ed è un impatto negativo del turismo sulla comunità locale.
Vale la pena portare a un progressivo decremento demografico queste aree a causa di prezzi che aumentano sempre di più in favore di un continuo aumento dei flussi turistici?
Se queste valli autoctone, dove si parla ancora la lingua ladina, perdono i residenti, quindi anche il proprio genius loci (insieme dei caratteri socio-culturali, architettonici, comunicativi, comportamentali che contraddistinguono un luogo, un ambiente, una città), si snaturano dei loro caratteri distintivi e delle loro tradizioni. Questo è un impatto negativo del turismo e, in caso si verificasse, non permetterebbe ai turisti che frequentano la destinazione turistica di vivere un’esperienza memorabile a contatto con usi, costumi e tradizioni della località.
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