Il turismo negli ultimi anni, in particolare dopo la pandemia, ha visto specialmente in alcune aree una continua crescita che, ad oggi, pare non volersi fermare. Un aumento esponenziale di presenze turistiche porta si benefici economici nei territori stessi, ma nel contempo mina l’equilibrio dei territori stessi in quanto un’eccessiva presenza turistica non è più solo un vantaggio. Il turismo va in qualche modo favorito, ma nel contempo gestito e organizzato. Più un qualcosa è strutturato e fondato e più benefici porterà a un territorio. Un nuovo concetto di turismo potrebbe essere la destagionalizzazione; in questo articolo parleremo del caso delle Dolomiti.
Il nuovo concetto per il turismo: la destagionalizzazione
Spostando il discorso turismo in ambiente montano, le stagioni turistiche canoniche sono estate e inverno con l’estate che offre tantissime opportunità di escursioni sui sentieri mentre l’inverno offre tantissime piste da sci. Addentrandoci ulteriormente nell’ambiente montano Dolomiti è doveroso fare un approfondimento.
Le Dolomiti soffrono in modo ormai sempre più evidente e significativo della stagionalità con dei picchi di presenze che durante la stagione invernale e durante la stagione estiva sono a dir poco impressionanti. Un numero così elevato di presenze si dice che rischia di mettere a repentaglio l’ecosistema di questi luoghi e ambienti così delicati. Questa affermazione è vera? La risposta è assolutamente si! In estate come in inverno ci sono tantissime persone e più persone di quelle che realmente un territorio fragile e delicato come quello delle Dolomiti è in grado di ospitare. Per ridurre i rischi di ripercussioni sugli ecosistemi per via dell’enorme presenza turistica in stagione, è fondamentale che vengano intraprese delle iniziative da parte delle comunità locali che favoriscano la destagionalizzazione.
Cosa si intende con destagionalizzazione?
Destagionalizzazione ha un significato ben preciso, ossia uscire dalla stagione classica come è finora stata concepita vale a dire metà giugno – metà settembre in estate e dal 8 Dicembre a circa il 10 Aprile in inverno. Specifico che questi periodi indicati sono approssimativi in quanto possono essere leggermente più lunghi o leggermente più corti a seconda dei casi e delle situazioni.
Destagionalizzare significa sostanzialmente allungare le stagioni, ossia favorire l’arrivo dei turisti promuovendo le località turistiche stesse al di fuori dei periodi classici. Questa strategia permette di distribuire meglio il flusso turistico, ossia ridurre i picchi di presenze in alta stagione.
Ciò si traduce in favorire turismo e presenze sul territorio nei cosiddetti “mesi morti”, ossia Ottobre e Novembre oltre ad Aprile e Maggio. Durante la stagione autunnale, Ottobre e inizio Novembre sono il periodo ottimale per ammirare il foliage in tutto il suo splendore e vedere prime nevicate sulle cime o a quote di medie. Le escursioni sono ancora ben praticabili, a meno di nevicate particolarmente precoci.
Aprile e Maggio, invece, vedono il progressivo risveglio della natura dopo l’inverno. Si osservano prati verdi, cime imbiancate, prati che si riempiono di crocus prima e dei fiori gialli poi. Le escursioni a media e alta quota non è consigliato farle in quanto si trova ancora neve e molta anche in scioglimento. Le condizioni mutano anche a seconda di quanta neve cade tra autunno, inverno e primavera. Nel contempo, in fondovalle o a quote non troppo elevate i sentieri sono normalmente accessibili. La neve in scioglimento per sua caratteristica è molto molle ed è facile sprofondare; è rischioso per la propria sicurezza.
Il caso delle Dolomiti: Fassa, Gardena e Badia
Bisogna favorire la destagionalizzazione e per farlo è necessario che le Aziende di Promozione Turistica (APT) si muovano per andare in questa direzione. Le APT devono cominciare a promuovere le Dolomiti e i territori fuori stagione sottolineando come si può anche godere di una pace decisamente maggiore rispetto a quella che si può avere nel cuore delle stagioni turistiche. Inoltre, per poter permettere una vera destagionalizzazione è necessario che tutte le attività e tutto quello che circola intorno e all’interno dell’indotto turistico si muova nella direzione di allungare la stagionalità. Nel contempo, anche gli impianti di risalita dovrebbero allungare la propria stagionalità in modo che i turisti ne possano usufruire altrimenti, per molti, questo costituisce un limite.
In questa direzione l’Alpe di Siusi come la Val Gardena si sono già attivate, infatti la stagione estiva inizia ben prima della fine di Maggio; la cabinovia Ortisei – Alpe di Siusi apre addirittura al primo Maggio 2026. Allo stesso tempo, diversi impianti chiudono verso la fine di Ottobre o addirittura nei primi giorni di Novembre. Una scelta similare è stata fatta per l’area del Carezza – gruppo del Catinaccio. La Val Badia si è attivata in tal direzione solamente verso l’autunno allungando la stagione estiva ai primi giorni di Ottobre. La Val di Fassa, invece, comincia molto lentamente a muoversi in tal senso. Ci sono solo alcuni impianti di risalita che hanno allungato la propria stagione fin verso metà Ottobre. Fa eccezione la funivia del Sass Pordoi che offre una stagionalità decisamente più lunga.
Come sostenere questa iniziativa?
Se gli impianti di risalita si sono mossi verso un allungamento delle stagioni, ed è una scelta ottima, un’iniziativa similare deve essere intrapresa anche da tutte le attività che “girano” intorno al mondo del turismo altrimenti non è sufficiente. Con questo intendo dire che le strutture ricettive quali hotel, B&B, appartamenti, ristoranti, rifugi ecc., devono muoversi anch’essi verso un allungamento della stagionalità altrimenti ci si troverà di fronte a una situazione in cui non si potrà offrire ai turisti stessi la possibilità di alloggiare o mangiare. Sarà lecito aspettarsi un’offerta turistica più ridotta dove non tutte le attività saranno aperte in quanto le presenze sono, al momento, di molto inferiori rispetto a quelle della “stagione classica”.
Per via della vulnerabilità di questi territori è necessario orientarsi verso un’allungamento delle stagioni in modo da distribuire le presenze e offrire ai turisti la possibilità di ammirare le Dolomiti nei periodi “fuori stagione”. Forse sono proprio questi i momenti più belli dell’anno anche sotto l’aspetto paesaggistico?
Una immagine da Vigo di Fassa scattata proprio in questi giorni.
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