Parlando di evoluzioni di mondo social, oggi scopriamo un po’ Facebook, ovviamente non in tutti i suoi dettagli. Facebook è una piattaforma social che è oggetto di continui e repentini cambiamenti. Domanda che sorge spontanea: posso basare il mio business su un social network? La risposta è assolutamente no! Il mio business è mio e devo gestirlo io con le mie capacità e potenzialità, non devo affidarmi esclusivamente a una piattaforma di terzi. Quando Facebook o qualsiasi social fanno un cambiamento, non ci chiedono nulla. E’ evidente che non si può basare il proprio business su delle piattaforme che molto di frequente fanno cambiamenti e variazioni anche dell’algoritmo. Se un giorno ipoteticamente un proprietario di un social decidesse di chiudere quel social e il mio business è solo ed esclusivamente lì dentro, come farei a lavorare quando quel social non c’è più?
Questo per evidenziare che i social possono essere ottimi alleati nella strategia di marketing di un’attività, ma non devono essere il centro del proprio business.
Facebook a confronto con altri social per il pubblico
Facebook nasce nel 2004 in America da Mark Zuckerberg e in Italia arriva nel maggio 2008. All’inizio la piattaforma più diffusa al mondo si è diffusa rapidamente ed era il social più utilizzato dai giovani. La tendenza è poi cambiata nel tempo perché il social più utilizzato dai giovani è diventato Instagram a cui poi si è unito TikTok negli ultimi anni.
Nonostante ci sia stato l’avvento di queste due nuove piattaforme, Facebook rimane il social con più utenti registrati e oggi è diventato il “social degli adulti” proprio perché i giovani tendono a non registrarsi più, almeno in Italia. La metà del pubblico di Facebook è di età compresa tra 35 e 64 anni; circa il 40%, invece, tra i 18 e i 34 anni in Italia.
Al contrario, su Instagram oltre il 50/60% degli utenti è under 35 anni.
TikTok è, invece, un social prettamente giovanile; tra 15 e 20 anni ci sono il 35% dei creator mentre tra 21 e 30 anni il 43% dei creator.
Nel tempo il proprietario di Facebook, Zuckerberg, ha acquisito poi Instagram (social con cui aveva molta concorrenza) nel 2012 e in seguito anche WhatsApp nel 2014. Questi tre social insieme nel 2021 sono stati definiti in un gruppo unico come “Meta”.
Le evoluzioni di Facebook
Tornando a parlare di Facebook, specialmente nell’ultimo quinquennio, ci sono stati numerosissimi cambiamenti specialmente lato business/creator. Sono comparsi i reel come su Instagram, c’è Facebook Watch dove si vedono i video di lunga durata, si è cominciato a prediligere il formato verticale per le foto e sono arrivate anche le storie.
Un po’ come tutti i social, nei primi anni c’erano molta possibilità di crescere sulla piattaforma lato pagine grazie alla crescita organica. Oggi, però, un po’ come successo anche per Instagram, la crescita organica è stata decisamente ridimensionata e nelle pagine con pubblico più piccolo è intorno al 5/6% mentre in pagine da grandi pubblici è intorno al 2%. Questo significa che se ho 1.000.000 di follower, solo il 2% circa si riesce a raggiungere con l’organico quindi 20.000 follower. Dipende poi anche dai contenuti che si propongono perché più accattivanti e interessanti sono e maggiore sarà il riscontro che si può avere.
Video e reel
Lato video, una volta che si trova un video nel feed, se si clicca sopra di esso e si scorre verso il basso Facebook continuerà a proporre video con interessi che siano in target con l’utente. Se il video cattura l’attenzione verrà visto fino in fondo diversamente l’utente scrolla e passerà al successivo.
Bisogna sottolineare che oggi le persone sui social sono piuttosto “frettolose”: se vedono un contenuto che non piace scrollano subito al successivo, quindi bisogna essere bravi a catturare l’attenzione dell’utente fin dal titolo e se si tratta di un video entro 3/5 secondi massimo.
Inoltre, è molto importante anche inserire contenuti testuali all’interno dei video visto che molte persone spesso li guardano senza volume e quindi è necessario che ci siano delle didascalie adeguate.
Nella sezione mobile, modalità in cui Facebook viene prevalentemente utilizzato, c’è un’apposita sezione reel, un po’ come funziona su Instagram. Qui l’utente accede e vede tutti i reel che gli possono interessare. Tra le altre cose, Facebook ha inserito la possibilità per le pagine di pubblicare un reel su Instagram e nel contempo condividerlo nella piattaforma Facebook.
Post organici e a pagamento
Su Facebook si può scegliere se fare post organici o post a pagamento. I post organici sono quelli non sponsorizzati di cui ho parlato sopra. I post a pagamento sono utili quando rientrano all’interno di una strategia di marketing e in un piano editoriale ben definito. Le sponsorizzazioni non devono essere fatte “a caso”, ma devono sempre essere studiate.
I post sponsorizzati possono essere di grande aiuto per il proprio business. Lo scopo deve essere quello di avere il maggior numero possibile di conversioni per l’obiettivo che si è scelto al minor costo possibile perché è in questo modo che la propria campagna avrà successo. Se una campagna gira bene nell’ecosistema, il costo delle conversioni sarà molto contenuto. Bisogna stimolare le persone con le call to action, ossia stimolare all’azione l’utente che vede il contenuto. Più si riesce a creare engagement e meglio è per un brand/pagina perché significa che i suoi contenuti sono di valore e di interesse.
Inoltre, per attuare una strategia social ottimale, è molto utile anche studiare ciò che fanno i propri concorrenti in modo da avere anche un’idea se la strategia ipotizzata per il proprio business è più o meno adeguata e anche in giusta concorrenza con gli altri.
Per avere successo e attuare una buon piano di marketing non è fondamentale la quantità, ma la qualità dei post pubblicati. Più un post è di qualità, in target, ben fatto, professionale ma allo stesso tempo coinvolgente, stimola all’azione l’utente, ecc., maggiore sarà il riscontro che si potrà avere.
Nuova esperienza pagine
Circa due anni fa, Facebook ha lanciato la nuova esperienza delle pagine. Alcuni lo ritengono un passo in avanti, altri lo ritengono una scelta poco funzionale. Come ogni cosa, ha vantaggi e svantaggi.
Brevemente, il passaggio dalla pagina classica alla nuova esperienza delle pagine è molto banale e viene comunicato da Meta con un popup. Con la nuova esperienza, le pagine hanno un profilo pari a quello individuale con un proprio feed e la possibilità di interagire senza interruzioni con altri personaggi pubblici, brand e persone. Sono stati inseriti nuovi strumenti di gestione e nuovi insights.
Tra gli altri vantaggi, la possibilità di accedere ai gruppi come pagina, quindi interagire e pubblicare al loro interno. Tenuto conto di quanto i gruppi siano performanti oggi e di come i post organici all’interno abbiano un discreto engagement, questi sono un ottimo strumento per la propria strategia di marketing purché siano in target con lo stesso.
Anche come pagina è possibile creare un gruppo e far entrare all’interno follower e non follower redigendo un regolamento da rispettare. I contenuti pubblicati nel gruppo potrebbero avere anche buon successo poiché raggiungono esclusivamente persone in target.
E le prossime evoluzioni quali saranno?
Non si può sapere quali saranno le prossime evoluzioni di Facebook e in generale dell’ecosistema Meta. Ciò che appare molto probabile è che gli algoritmi delle diverse piattaforme Meta saranno sempre più incentrati sul machine learning e sull’Intelligenza Artificiale e “spingeranno” sempre più contenuti accattivanti e interessanti agli occhi degli utenti.
Meta ci ha insegnato che possono avvenire repentini cambiamenti all’interno delle piattaforme senza grossi preavvisi e quindi, come suggerito nell’introduzione, non bisogna centrare totalmente il proprio business esclusivamente sui social media.
Ricordo che sono piattaforme di terzi e chi gestisce queste piattaforme è libero di fare ciò che meglio crede. E’ ovvio che Meta punterà a fare sempre più profitto. Per poter arrivare a questo obiettivo, è necessario che gli utenti trascorrano più tempo possibile all’interno delle piattaforme (i post che mandano fuori da Meta hanno subito un deciso taglio della portata organica). Inoltre, per questa motivazione si vedono sempre più spesso post sponsorizzati nel proprio feed e di conseguenza i post organici “girano” meno.
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