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giovedì , 3 Aprile 2025
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Scopriamo l’over tourism

L’over tourism è un fenomeno di cui si è iniziato a parlare non troppi anni fa. Maggiori studi a riguardo sono incominciati in particolare dopo il periodo pandemico quando tantissime persone avevano molta voglia di viaggiare.

Cos’è l’overtourism e la tourism gentrification?

L’over tourism è definito dalla WTO come “l’impatto negativo che il turismo, all’interno di una destinazione turistica o in parte di essa, ha sulla qualità di vita percepita dai residenti e/o sull’esperienza del visitatore“. Questo significa che il sovraffollamento turistico non porta più solo vantaggi a una destinazione turistica, ma anche svantaggi.
Per i residenti, ad esempio, c’è un aumento del costo della vita. Un altro fenomeno negativo è il processo di decremento demografico causato dal fatto che i proprietari di immobili non affittano più agli abitanti locali, bensì affittano ai turisti perché è più remunerativo. Un affitto breve (es: settimanale) è più redditizio, specie anche in funzione dei periodi di bassa/media/alta stagione, rispetto a un affitto annuale a un residente.

Un altro fenomeno negativo che è causato dall’overtourism è la cosiddetta tourism gentrification, ossia il processo di cambiamento che si avvia in un quartiere di una città dove le attività locali diventano attività legate al turismo a causa di un elevato afflusso di turisti. Questo significa che cambiano le caratteristiche di un quartiere non solo a livello demografico (meno residenti e più turisti), ma anche a livello economico (meno attività locali, più attività legate al turismo). In altri termini significa anche che una popolazione più povera e a basso reddito viene sostituita da una popolazione più abbiente.

Tra le altre conseguenze dell’overtourism, si arriva anche a problemi di gestione delle risorse per una destinazione turistica: se c’è un numero eccessivo di turisti, si va incontro a problemi di gestione delle risorse idriche. Altri problemi potrebbero essere la gestione dei rifiuti o della mobilità: se una destinazione ha troppe persone rispetto a quelle che è in grado di accogliere tutti i sistemi vanno in crisi perché non hanno una capacità sufficientemente elevata per accogliere quel numero di turisti.

I casi più noti di overtourism nel Nord Italia

L’overtourism è un fenomeno che interessa diverse zone, dalle Alpi alle città parlando di Italia settentrionale. In particolare, tre casi emblematici di overtourism sono il Lago di Braies, il Rifugio Auronzo alle Tre Cime di Lavaredo e la città di Venezia.

Lago di Braies e Drei Zinnen

Analizzando il caso lago di Braies, stupendo laghetto alpino all’interno dell’omonima valle, questo luogo ha subito una vera e propria esplosione del turismo da quando hanno girato il film A un passo dal cielo all’interno della piccola palafitta che c’è sul lago. Quantità enormi di turisti arrivano ogni anno, anche con scarpe non adatte a luoghi montani (es: infradito, sandali, scarpe da ginnastica) per vedere questo luogo e fare un giro con la barca (carissima) nel lago.
Quantità enormi di turisti in zone con ecosistemi delicati sono nocive per l’ambiente, per la comunità locale e anche per la fauna che abita queste zone poiché per loro natura le vallate alpine sono aree molto tranquille dove regna la pace e non il caso.

Per quanto riguarda il rifugio Auronzo alle Tre Cime di Lavaredo, anche qui domina da anni il fenomeno dell’overtourism. Molti anni fa quando un frequentatore della montagna diceva “sono stato alle Tre Cime” era come aver raggiunto un traguardo invidiabile, ora non è più così. Questo perché da Misurina c’è una vera e propria “autostrada” (a pagamento salato) che porta fino al rifugio Auronzo dove c’è asfalto proprio ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo (immagine bruttissima, tenuto conto che è un’area alpina posta a 2320 metri di altitudine) anziché rocce, sassi e ghiaia.
Dopo due ore scarse di passeggiata, si arriva al famosissimo rifugio Locatelli che ha proprio di fronte a sé le spettacolari Drei Zinnen. Questo significa mettere la montagna a portata di tutti e non è così che dovrebbe essere perché la montagna deve essere raggiungibile per chi ha capacità e possibilità di farlo.

Venezia

Parlando di Venezia, invece, è una maestosa cittadina italiana che si trova nella laguna veneta e gran parte di essa è costruita sul Mare Adriatico. Negli anni ha subito un arrivo eccessivo di turisti, anche tramite le navi da crociera, che l’hanno resa “inaccessibile” a livello di prezzi con conseguenze negative per i residenti, molti dei quali si sono trovati nella condizione di spostarsi poiché la vita era troppo costosa (gentrification di cui ho parlato sopra). Tutt’ora anche per i turisti è una città molto cara seppur ha molte peculiarità.

Quindi, come contrastare il fenomeno dell’overtourism?

Il fenomeno dell’overtourism va contrastato perché a lungo andare porterà sempre più conseguenze negative rispetto a quelle positive sul territorio. Il turismo è un driver di sviluppo socio-territoriale ed economico, ma è un fenomeno che va governato e va gestito perché altrimenti avrà conseguenze negative come quelle che vi ho descritto qui sopra anziché portare conseguenze positive e un arricchimento non solo economico, ma anche socio-culturale del territorio.

Destagionalizzazione

Per contrastare l’overtourism, per esempio, una buona soluzione potrebbe essere la destagionalizzazione. L’overtourism è un fenomeno che si vede soprattutto nei periodi di “grandi vacanze” (es: luglio, agosto, dicembre ecc.) dove enormi masse di persone si muovono verso le più ambite e rinomate destinazioni turistiche (vedi i casi sopra).
Per contrastare questo è necessario avviare un processo di destagionalizzazione, ossia favorire lo sviluppo del fenomeno turistico anche al di fuori dei canonici periodi di vacanza. Significa allungare la stagione turistica costruendo un’offerta turistica nuova redistribuendo in questo modo i flussi turistici su periodi più lunghi. In questo modo si può ampliare l’offerta turistica a target nuovi e migliorare servizi e performance della destinazione e delle attività turistico-ricettive.

Per esempio, si potrebbe favorire l’arrivo dei turisti anche in autunno o in primavera avendo la possibilità di visitare le destinazioni di cui ho parlato sopra in tutta tranquillità e pace. Chiaro che per permettere ciò è necessario organizzare anche eventi ed attività da parte delle destinazioni turistiche. Facendo riferimento alla montagna, nelle stagioni di mezzo si possono ammirare nuvole basse in fondovalle e sole in quota o tramonti con colori molto intensi o ancora le prime o le ultime gelate a seconda della stagione di riferimento.

Non solo, è’ necessario anche che arrivi un cambiamento del “sistema” dall’alto: se in alcuni paesi come la Germania la scuola ha vari periodi di vacanza durante l’anno, lo stesso andrebbe fatto in Italia e in tutti gli altri paesi. Questo favorisce la possibilità anche per le famiglie di recarsi in ferie in vari periodi dell’anno, ragion per cui spesso si vedono molti turisti stranieri in Italia nei periodi autunnali e primaverili. Di conseguenza, con la destagionalizzazione, le destinazioni hanno la possibilità di soffrire meno di grossi affollamenti nei periodi di alta stagione.

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