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giovedì , 3 Aprile 2025
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Cos’è il modello geoturistico?

In questo articolo, parlo del modello geoturistico (MGT) da un punto di vista della geografia del turismo. Quindi, esprimerò alcuni concetti relativi a questo modello all’interno di una destinazione turistica.

Definizione del modello geoturistico

Il modello geoturistico illustra alcuni processi della territorializzazione turistica. Una destinazione turistica è in primis un attrattore: possiede qualità non generiche e non banali che la rendono capace di attrarre flussi costanti o periodici di persone ospitandoli per tempi più o meno lunghi. I codici che definiscono una destinazione turistica sono primario, ossia l’attrattività, e su di esso si innestano tre codici secondari di cui parlerò in seguito nell’articolo.

Codice primario

Il codice primario è l’attrattività turistica che è una qualità culturale del territorio definibile attraverso un processo transcalare. A scala locale fa perno su un elemento naturale del territorio, su uno antropico o su un network tra i due precedenti. La qualità attrattiva viene definita dalla percezione, dagli stili di rappresentazione verbo-iconica e dalle elaborazioni culturali dominanti. L’attrattività è un codice estremamente dinamico e mutevole.

Il rapporto transcalare ha tre caratteristiche:

  • Caratteristica locale: è l’espressione di una tematizzazione culturale; ad esempio: la caratteristica fisica del mare è l’attrattore e assume una connotazione di loisir che riguarda tutte le località di mare.
  • La caratteristica locale si individualizza recuperando i valori della tradizione e con una progressiva valorizzazione delle caratteristiche naturali anche per effetto moda.
  • La qualità locale subisce un effetto branding che ne esalta le sue caratteristiche peculiari, esclusive, eccellenti.

Codici secondari

Sul codice primario dell’attrattività si innestano tre codici secondari:

  1. Fruizione: è una pratica individuale e sociale che prevede il godersi il tempo libero in un determinato sito puntuale o areale in base a delle modalità tipiche.
  2. Esperienza: è la partecipazione da parte di un soggetto a un evento definito memorabile che diventa parte del suo patrimonio intangibile della propria personalità emotiva. L’esperienza ha senso per il turismo se condivisa in forma fisica o in forma comunicativa (es: reportage fotografico). L’esperienza si svolge su tre livelli emozionali:
    A. Livello cosmico: è il livello che ci lega alla vastità dell’universo e ce ne fa sentire parte.
    B. Livello apotropaico: è il livello che infonde un senso di sicurezza; trasmette l’idea che nonostante si possa fare qualcosa potenzialmente molto pericoloso ci si trova in un luogo “amico”. Si         ha la sensazione che nulla possa recare danno.
    C. Livello estetico: è il livello in cui colgo il bello e sono in grado di fare l’esperienza del bello perché il senso estetico si acuisce grazie al luogo in cui mi trovo.
  3. Filia: il turista sviluppa un sentimento per un territorio in base a delle pulsioni affettive; è il livello più alto che può raggiungere una destinazione turistica. Il turista instaura un rapporto sentimentale con la destinazione stessa, quindi ci tiene ad avere cura del luogo e sente di avere delle responsabilità nei suoi confronti.

La destinazione turistica può avere un’evoluzione continua su vari piani della connotazione: fruizione (ciclo economico, moda ecc.); esperienza (percezioni e sensibilità individuali); filia (intelligenza della capacità di condividere affetti per il luogo).
C’è anche la possibilità di un’evoluzione discontinua che, invece, si contraddistingue per il passaggio da un piano a un altro.

Evoluzione del modello

La destinazione turistica si dota in maniera progressiva di qualità topiche, paesistiche, ambientali mano a mano che la territorializzazione turistica assume profili di fruizione, esperienza e filia. Il luogo è tanto più identitario quanto si amplia il coinvolgimento emotivo; il paesaggio è tanto più bello quanto più intensa è l’esperienza turistica che si fa della territorialità turistica e l’ambiente diventa tanto più oggetto di cura tanto più delicato e maggiore è il sentimento affettivo che si sviluppa per la destinazione turistica.
Il processo di territorializzazione è di tipo evolutivo dotato di intelligenza propria che incide sul suo cambiamento: il territorio invia messaggi che orientano l’azione trasformativa attuata sullo stesso. Quest’ultimo può essere spontaneo e messo in atto da soggetti che agiscono sul territorio in base alla tacit knowledge (conoscenza tacita) oppure secondo regolamentazioni o pianificazioni. Possiamo quindi definire il turismo un processo trans scalare dato che l’evoluzione locale avviene sia da impulsi interni sia da impulsi esterni extra-locali.

Destinazione turistica tra competenza topica e conoscenza topica

Per una destinazione turistica di successo è ottimale fondere competenze topiche, che sono orientate ad interessi locali e funzionali all’esistenza delle popolazioni insediate, con la conoscenze topiche che sono i saperi formati da cognizioni ed esigenze esterne ai luoghi in cui si applicano.
La congiunzione tra competenza topica e conoscenza topica porta a trasformare l’attività turistica da dimensione individuale appropriata collettivamente a dimensione individuale appropriata comunitariamente. Quindi, si parla di distinzione tra collettività e comunità: la prima è un insieme di soggetti il cui legame si basa prettamente su interessi locali mentre la seconda è un insieme di soggetti che danno vita a relazioni fondate su un patrimonio culturale ed emotivo condiviso. In questa situazione non c’è più distinzione tra abitante e turista perché il turista è anche abitante.
Per un verso, se si aggiungono elementi funzionali senza incidere sulla competenza topica, il rischio è quello di determinare un aumento degli interessi economici senza favorire il radicamento, quindi aumenterebbero le frequentazioni della destinazione turistica senza però trovare interlocuzione locale determinando ripercussioni perturbative sugli assetti socio-economici e territoriali.
Per l’altro verso, la transcalarità diventerebbe un rischio instaurandosi una dissimmetria tra scala locale e scala globale con alcuni attori che continuano a praticare la mobilità scalare e altri che  non riescono più a praticarla e si trovano, di conseguenza, costretti a subire un’egemonia.
Infine, potrebbero aprirsi degli scenari conflittuali tra popolazione locale e turisti a causa della diversa valutazione degli interessi legati a un elemento locale a livello ambientale. Il turismo potrebbe così diventare fonte di conflitto.
In appoggio alla stesura dell’articolo, il libro “Turismo e territorialità: modelli di analisi, strategie comunicative e politiche pubbliche” di Angelo Turco.

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